ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana

Edizione 2011 - XXVIII anno, 55°, 56° e 57° incontro

Informazioni
generali
Estadanza 2011:
Tarantelle lucane
e balli gioco:

Lavello (PZ) 16-21 agosto
Edizioni
precedenti
Estadanza 2011:
Tarantelle cilentane:
Rocca Cilento (SA)
26-31 luglio
Estadanza 2011:
Pizzica pizzica
e tarantelle pugliesi:
Galatina (LE) 9-15 agosto

INFORMAZIONI GENERALI
1984-2011: ventotto anni di balli, studi, incontri, amicizie e divertimenti

"Estadanza" è la prima e più longeva rassegna estiva (è nata infatti nel 1984) di studio dei balli tradizionali italiani a contatto con i luoghi di origine e con le fonti vive del ballo popolare.
Le 56 edizioni finora organizzate (a Viggiano, Ruoti e Tricarico in Basilicata, a Torricella Peligna, Penna S. Andrea, Roccaspinalveti, Rocca Santa Maria e S. Valentino A. C. in Abruzzo, ad Amatrice nel Lazio, a Colliano, a Montemarano, a Cusano Mutri e a Rocca Cilento in Campania, a Premilcuore in Emilia e Romagna, a Sorgono e Ittiri in Sardegna, a Galatina, Corigliano d'Otranto e Castrignano dei Greci in Puglia, a Buonconvento in Toscana e a Matelica nelle Marche e a Ficarra in Sicilia) hanno portato migliaia di appassionati di musica e danza etnica in diverse regioni per far conoscere da vicino il mondo originale dei balli popolari, a diretto contatto col tessuto socio-culturale da cui nascono i balli e le musiche di tradizione, ed hanno proposto didattiche sperimentali grazie alla presenza di molti validi studiosi di Antropologia Culturale, Etnomusicologia, Etnocoreologia, Antropologia della danza, Educazione Ritmica, Storia delle tradizioni popolari, Storia del tarantismo, Tecnica e Didattica del ballo etnico e ricercatori sul campo di tradizioni popolari (Maurizio Agamennone, Paolo Apolito, Tamara Biagi, Gian Piero Boschero, Federica Calvino Prina, Gerolama Carta Mantiglia, Luigi Chiriatti, Pietro Clemente, Marcello Cofini, Gabriele D'Ajello Caracciolo, Fabio Dei, Domenico Di Virgilio, Ornella Di Tondo, Eugenio Epifani, Serena Facci, Maricarmen Farah, Giuseppe Michele Gala, Adriana Gandolfi, Ernesto Giammarco, Emiliano Giancristofaro, Giuseppina Giovannelli, Giovanni Giuriati, Anka Giurchescu, Vincenzo Izzi, Roberto Leydi, Roberto Lorenzetti, Ignazio Macchiarella, Carles Mas, Marcello e Marinella Marras, Ada Metafune, Maria Concetta Nicolai, Maurizio Padovan, Alkis Raftis, Silvio Pascetta, Gilberto Pressacco, Gaudenzo Ragazzi, Roberto Raheli, Josè Alberto Sardinha, Alberto Sobrero, Ambrogio Sparagna, Placida Staro, Antonio Tavera, Sergio Torsello, Roberta Tucci, Massimo Zacchi, ecc.). Fra gli istruttori dei corsi tecnici e pratici di balli tradizionali ricordiamo: Tamara Biagi, Katerina Cucugliello, Michele Gallo, Marco Macis, Marinella e Susi Marras, Ada Metafune, Gianni Mereu, Tiziana Miniati, Paulina Muller, Alberto Restelli, Piero Simula.
"Estadanza", nonostante le tante imitazioni e la forte concorrenza estiva di corsi, festivals e raduni folk degli ultimi anni, mantiene dopo 28 anni di vita la sua indiscussa originalità:
- contatto diretto con la tradizione locale fatta di gente, di rapporti sociali, di condizioni di vita del territorio, ma anche di dialetto, di canto, di ballo, di musica, di bevute al bar, di racconti, di memorie, ecc.
- immersione nel mondo etnico attuale (con le relative implicazioni, contaminazioni e trasformazioni maturate però nei luoghi di provenienza e di creazione delle forme espressive tradizionali),
- studio dei documenti, critica delle fonti e studio critico e dinamico delle resistenze e delle trasformazioni culturali,
- fruizione di conoscenze dirette basate sui metodi scientifici di lunga ricerca antropolgica sul campo,
- avvio all'Etnocoreologia, all'Antropologia della danza e all'Antropologia culturale,
- corsi di ballo e di strumenti musicali tradizionali,
- feste, convegni, concerti, mostre, teatro popolare e incontri,
- gastronomia tradizionale,
- visite ambientali, artistiche, naturalistiche ed etnografiche,
- conoscenze, amicizie, scambi di esperienze e riflessioni a tutto campo fra i partecipanti.
Dunque, in ogni edizione poche ma serie e selezionate attività per diffondere un sapere demologico in modo divertente, piacevole ed attendibile.

* * *

Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento
Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 5 ai 9 giorni di durata, le 56 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga, talvolta gratificante o talvolta ingrata fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per arricchire il proprio bagaglio professionale e rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° e 2° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si è voluto tornare anche un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati che si muove tra versioni impegnative e versioni più leggere, nelle quali, accanto ad attività didattiche di spessore, vi è anche la possibilità di divertirsi con attività ludiche, incontri, visite ambientali e turistiche e qualche bagno collettivo a mare.

* * *

A SUD, A SUD!
Esplorare i balli nei loro contesti sociali e naturalistici
La novità e la particolarità di quest'anno sta in una versione ecologista di Estadanza, tant'è che l'abbiamo nominata "ECODANZA", perché gli estadanzini aggiungeranno alle sudate fatiche e ai piaceri del ballo, le fatiche di passeggiate nel verde del Parco Nazionale del Cilento. La danza, il canto, la musica, le relazioni umane sono importanti lenti di osservazioni, sono gli specchi dell'anima profonda del sud, insieme al paesaggio naturale, che in molti luoghi è stato ben conservato, mentre altrove sono stati compiuti veri scempi da incoscienti e speculatori. Un viaggio coreutico, dunque, che continua, come una carovana che viaggiando e incontrando gente e luoghi, esplora balli nuovi, spesso del tutto ignoti alle giovani generazioni locali, ma soprattutto ciò che c'è dietro la danza, sul piano della cultura e della vita sociale locali. Il punto fisso resta l'insostituibilità dell'indagine sul campo, che ha estratto e documentato il ballare nelle feste degli anziani nei decenni scorsi (e talvolta anche adesso).
Chi viene a Estadanza in genere è invitato a spogliarsi di eventuali protagonismi esibizionistici ed impara ad ascoltare e ad ascoltarsi, a udire dialetti diversi, a guardare linguaggi corporei diversi, a ragionare di culture locali ed a compararle per meglio comprendere ogni pecularietà. Estadanza cerca anche di lavorare insieme alle amministrazioni, alle associazioni e agli studiosi locali per sensibilizzarli sul valore di ciascun patrrimonio, che va innanzitutto tutelato e conosciuto sotto molteplici aspetti, anche per un "turismo intelligente".


XXVIII Anno - ESTADANZA 2011

CAMPANIA, Rocca Cilento (SA): 26-31 luglio: ECO-DANZA: ecologia nel Parco del Cilento e tarantelle locali
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 9-15 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (forma tradizionale) e balli pugliesi. - "TARANTA ETNOFILM": 10 e 11 agosto
BASILICATA: Lavello (PZ): 16-21 agosto: Tarantelle lucane e balli-gioco. Scuola di Formazione UISP Lega Danza


ECO-DANZA IN CILENTO
ROCCA CILENTO (SA)
26 - 31 luglio 2011

55a edizione di Estadanza

Col patrocinio della LEGAMBIENTE "Cilento verde", del Comune di Lustra e della Pro Loco di Rocca Cilento, per la prima volta in terra cilentana.

ESTADANZA (danza-ecologia) IN CILENTO (I anno)
"Natura e tradizioni" - La tarantella cilentana

- Il tarantismo nel Cilento all'ombra di S. Vito -

Un'edizione speciale perché comiuga due dimensioni in armonia fra loro: la natura e il lavoro dell'uomo, ossia la creazione di un paesaggio ambientale e la creatività culturale delle popolazioni che in esso si sono insediate per secoli. Apprendere i balli non solo col corpo, al contrario con la mente e lo spirito è possibile penetrare più a fondo nel vissuto di una piccola comunità, sfilacciata dall'emigrazione ma con la voglia di ribadire una propia identità.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

SCUOLA DI TARANTELLA CILENTANA
E BALLI CAMPANI

DISCIPLINE:
Antropologia della danza (prof. G.
Gala, etnocoreologo): ore 4
Tecnica del ballo (
Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 12

Totale: ore 16

Repertorio coreutico: tarantella cilentana (in coppia e a quattro), passé, tarantella figurata e pizzicarola della Valle del Sele e quadriglia.
Le danze saranno insegnate nelle forme originali osservate dagli anziani e contestualizzate nelle culture di provenienza. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre verranno messe a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli proposti.

ATTIVITA' ESCURSIONISTICHE
NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO

- Escursioni con Educazione Ambientale a cura della Legambiente (con la guida di Rossella Cavallo): portarsi attrezzatura adeguata per passeggiate in boschi e campagne.

Visita archeologica a Paestum, visite paesaggistiche alle gole del Calore e al bel litorale cilentano.

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nel Centro di Educazione Ambientale della Legambiente a Rocca Cilento, in stanze da 4-6 letti. Portarsi le lenzuola e biancheria personale.

Altra sistemazione: nella zona vi sono altre strutture di ricezione turistica a pagamento (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc). Chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi.
Vitto: gli estadanzini mangeranno presso il C.E.A. a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il vitto diventa parte integrale del costo complessivo del corso

Rocca Cilento è raggiungibile anche con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino ad Agropoli (linea Salerno-Reggio Calabria). Qui gli estadanzini verranno prelevati dal pulmino del Comune, oppure prendere altri bus di linea per Lustra.

INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo serate di musica popolare e di serenate dal vivo alla cilentana in alcuni paesi della zona. Importante sarà il rapporto che gli "eco-danzini" stabiliranno con i pochi abitanti del paese.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza, se non il ripasso finale dei balli appresi da parte degli stessi paretecipanti.

http://www.taranta.it/ED11-Rocca-Cilento.html.
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobile 347-5000000 / 347-6186994 / 349-4312349
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco)

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

A iscrizioni avvenuta vi verrà inviato programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.


UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI

Da 28 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.

Anche la proposta 2011 della XXVIII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare.

Per la prima volta Estadanza si svolge in Cilento, un'ampia area meridionale della provincia di Salerno. Grazie al prezioso apporto della Legambiente "Cilento verde", il soggiorno è dedicato all'immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e, nel contempo, nelle tradizioni gastronomiche, musicali e coreutiche del territorio. Rocca Cilento e Lustra sono due piccoli centri nei quali è facile familiarizzare con i pochi abitanti e condividere aspetti della vita quotidiana e aspettative. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze sui balli del cilento e della Valle del Sele.

Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.
Si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, Lavello. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale; ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella dell'area del Vulture, cioè della tradizione locale. Vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, dei suoi aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti (come il paese di Orazio, venosa, i laghi di Monticchio, il duomo di Acerenza, la città archeologica della limitrofa Canosa), ma anche etnografici (la festa di S. Rocco) ed umani, con la conoscenza e l'amicizia di personaggi eccellenti del paese.

I giorni estadanzini dell'estate 2011 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che ambientale, sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socio-ambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati
!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!


ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
9 - 15 agosto 2011

56a edizione di Estadanza

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (X anno)
"Officina di
pizzica pizzica tradizionale":
la pizzica "legata"

Continua per il decimo anno consecutivo (4 a Galatina, 5 a Corigliano e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il rigoroso profilo etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di Antropologia culturale nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2011 si differenzia dalle precedenti edizioni per una primizia mai offerta sinora: verranno insegnate le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica leccese, che evidenziano una qualche lontana analogia con l'area del saltarello o di alcune forme di tarantella calabrese. Inoltre, come lo scorso anno, sarà un'edizione più "leggera", con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. .

Il corso di danza è intensivo in una metà della giornata e tempo libero nell'altra metà e concerti la sera in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli. Sul piano etnocoreologico sarà posta molta attenzione sulla STORIA DELLE DANZE TRADIZIONALI DELLA PUGLIA. I balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuove invenzioni e di trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI
DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
Antropologia della danza e Storia della danza popolare pugliese (prof. G.
Gala, etnocoreologo): ore 4
Tecnica del ballo (
Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 14
"TARANTA ETNOFILM": rassegna cinematografica su "Musica e religiosità": 6 ore

Totale: ore 28

Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), le "figure legate" della pizzica pizzica (area grika), scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantelle del Gargano; tarantella e quadriglia della Murgia barese.
Le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica: si ampliano il numero delle varianti del già complesso repertorio della pizzica pizzica tradizionale pugliese [vedi riquadro più in basso]. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre verranno messe a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli pugliesi.

LABORATORI DIDATTICI DI MUSICA

- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 10 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio dell'Istituto Immacolata di Galatina (oggi Centro IPA) nel centro storico, in camerate munite di vari letti (servizi comuni, docce in terrazza). Portarsi le lenzuola e biancheria personale.

Altra sistemazione: Galatina e i comuni circostanti offrono anche altre strutture ricettive (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc), chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi delle strutture.
Vitto: gli estadanzini mangeranno in ristorante a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuochi locali.

Galatina si può raggiungere con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino a Lecce, qui si può prendere sia la Ferrovia Sud-Est (direzione Galatina-Gallipoli), sia un autobus di linea.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico ed artistico. I pomeriggi sono dedicati al corso di strumenti musicali. In alcuni pomeriggi sarà possibile organizzarsi per trascorrere insieme ore serene nel bel mare salentino.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza, se non il ripasso finale dei balli appresi da parte degli stessi partecipanti.


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi nel mondo tradizionale, dove la festa conservava ancora validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per una conoscenza più profonda e diretta delle tradizioni locali, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di oltre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove" documentarie e per una riflessione antropologica sui contesti socio-culturali della danza. L'insegnamento dei balli è accompagnata da pubblicazioni editoriali a riguardo (libri, dischi, ecc.). Insomma la competenza dei docenti, il contatto con anziani depositari della tradizione, le poche attività mirate all'approfondimento teorico ed alla specializzazione tecnica del ballo si coniugano con un clima familiare di accoglienza che favorisce anche i rapporti interpersonali e la conoscenza artistica e ambientale dei territori dove si effettuano i corsi. Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito e critico ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più metodologica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione). Insomma Estadanza è scuola di eccellenza sulla danza popolare italiana.

Cosa scegliere nel 2011

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 3 incontri tutti dedicati al sud. La grande novità sta nell'ECO-DANZA del Cilento, che inizia la terza fase della lunga storia di Estadanza. Natura e tradizioni culturali creano una simbiosi armonica: immergersi nella natura e nella cultura di un territorio accosta i partecipanti ad una dimensione nuova, che si muove fra antropologia e filosofia, tra riflessioni sul passato e le problematiche del nostro presente. Il Cilento è anche un pretesto per muoversi fra tradizioni lucane e campane, di cui questa terra è scrigno. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento.
A chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo, si consiglia la scuola di Formazione in Basilicata, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale. Qui c'è la sorpresa di quest'anno, anniversario dell'Unità d'Italia: un'antologia di balli-gioco provenienti da varie regioni italiane, una simbolico ritrovarsi nel gioco e nel divertimento piacevole!

In alternativa, per chi desidera un'immersione più breve nel ballo popolare, vi è il corso di balli abruzzesi e laziali che si terrà il 5 e 6 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.


ESTADANZA IN BASILICATA
Lavello (PZ)
16 - 21 agosto 2011

57a edizione di Estadanza

TARANTELLE DELLA LUCANIA

Corso specializzato e Scuola di Formazione
per insegnanti di danze popolari lucane

BALLI-GIOCO ITALIANI
per festeggia l'anniversario dell'Unità d'Italia

27 anni di Estadanza: memoria e patrimoni culturali.
Nata in Basilicata nel 1984, la manifestazione "Estadanza" ritorna nuovamente in questa regione, così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani, grazie ad una vita di ricerche sul campo. Il favoloso viaggio dell'Ass. Taranta nel mondo della danza popolare italiana dura da oltre 30 anni e ancora oggi sta portando alla luce balli del passato di cui si erano perse le tracce, o varianti coreutiche locali di balli già noti. La Basilicata è una terra sorprendente, dietro la "normalità" della vita quotidiana, si nasconde nelle sue viscere sociali una miniera di saperi e forme espressive che denotano la creatività delle comunità agropastorali, i lunghi processi di acquisizione e di trasformazione, e quella maggiore autonomia che ogni comunità determinava rispetto ai modelli dominanti. Oggi molti aspetti di questo immenso patrimonio culturale si vanno progressivamente perdendo per l'immancabile trasformazione delle concezioni e dei modi di vita. Resta alle giovani generazioni locali il dovere morale dello scavo e del recupero delle radici: Maggiori sono le pendici sotterranee che si imbevono di saperi del passato, e maggiori sono le possibilità di una prospera crescita nel futuro. La settimana lucana di Estadanza sarà un'utile occasione per fare una "sorta" di inventario di musiche, danze, canti, usi ed eventi festivi della tradizione lucana, con l'aiuto di esperti e della gente del posto.

Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Anche quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella lucana prendendo in esame alcuni esempi documentati proprio nella zona del Vulture, area che s'incunea fra Puglia nord-barese, foggiano ed Irpinia, risentendone influenze e vicinanze.
La danza è anche un pretesto per conoscere i suoi contesti culturali: le feste, i carnevali, la cucina, la musica, il canto, i dialetti, i modi di pensare e di intendere il mondo.
Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (feste, visite e incontri nei comuni della zona).

Novità dell'edizione 2011 è l'inserimento di un secondo corso di danza parallelo a quello lucano: i balli giocati o i giochi danzati provenienti da varie regioni italiane. Un tema divertente e istruttivo che mette a confronto i bisogni di divertimento sociale attraverso la danza di ogni gente che ha confluito poi nella Nazione Italia.

LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA

DISCIPLINE e DOCENTI

- Antropologia Culturale: prof. Enzo Alliegro (Univ. di Napoli): ore 4.
- Antropologia della danza ed etnomusicologia: prof. Giuseppe M. Gala (Univ. di Sassari): ore 6.
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (incontro di studi sul folklore locale) (ore 2)
Totale delle attività didattiche: ore 24

Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8

REPERTORIO DEI BALLI
Balli lucani: tarantella del Vulture, tarantella della Val d'Agri, pastorale del Pollino a quattro, quadriglia di Lavello, il batticulo e la polka figurata).
Balli-gioco italiani: papagnë, ballo della volpe, ballo dei gobbi, ballo del morto, bella lavanderina, madama dorè, ballo del fiasco, ballo della scopa, ballo dello specchio, ballo dell'ahimè, bellë zambittë, ecc.

LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE

- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 8).
- Corso di tamburello: (stile Val d'Agri e Pollino), docente: Pino Gala (ore 6).

CONVIVIA: conversazioni a tavola con cultori, esecutori e testimoni anziani di tradizioni locali.

OSPITALITÀ

Alloggio e vitto
- Sistemazione convenzionata: I partecipanti saranno ospitati in strutture di mini appartamenti con camere da 3-5 letti e bagno. Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale.
I pasti saranno consumati a prezzo agevolato in un ristorante con doppio menù a scelta. Costo giornaliero complessivo 22,00 € (vitto e alloggio). Le lezioni si terranno nei locali di un ex-asilo nel centro storico.

VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali. Festa religiosa e inoltre visite guidate sono previste al centro storico di Lavello, Canosa, Monticchio, Venosa, Ripacandida e Acerenza.
Tavola rotonda sulle tradizioni lucane.
Carnevale estivo lavellese: maschere e festini per emigranti e ospiti.
Festa dell'anziano: una bella serata di ballo liscio.
Concerti serali di musica popolare lucana, serenate per le vie e animazioni con balli-gioco.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobili 347-5000000 (Pino)/ 347-6186994 (Tiziana)/ 349-4312349 (Tamara)
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco)

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

A iscrizione avvenuta verranno inviati ai partecipanti programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno. Edizione organizzata con la preziosa collaborazione del Gruppo Folk "I Fëstëniddë" della Pro Loco e del Comune di Lavello. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza senza esplicita autorizzazione.


LA DIDATTICA DEL BALLO POPOLARE A ESTADANZA

I balli insegnati sono stati appresi per imitazione e insegnamento direttamente dai depositari locali (spesso anziani) dei balli stessi. L'indagine a tappeto permette ai docenti di avere una conoscenza anche comparativa, oltre che analitica.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico vi sarà una contestualizzazione socio-culturale dei repertori nella vita e nella società di provenienza. verranno presentati o consegnati schemi tematici, bibliografie inerenti e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Sul piano metodologico a Estadanza resta fondamentale l'uso dei video documentari di ricerca, mentre si ballerà su musiche registrate sul campo, una chance che pochi altri corsi offrono. L'uso di video inediti - e molto spesso irripetibili perché girati alcuni decenni or sono - permette una possibilità aggiuntiva: apprendere virtualmente dagli esecutori le forme originali di un tempo.
Lo svolgimento del programma didattico dei balli dipende dalla rapidità media di apprendimento degli iscritti; ogni lezione prevede il ripasso di quanto giù studiato.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni estadanzini, a contatto con gente ospitale del posto, mentre per la cucina gli estadanzini si affideranno alla bravura culinaria di cuoche locali.
Insomma i giorni passeranno tra fatiche benefiche, serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi di terre magnifiche... il tutto a prezzi modici.


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Taranta Tradizioni Popolari

Per gli appassionati di tradizioni popolari un'amicizia da tenere in conto.


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2008 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 30 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici, e soprattutto vista la diffusa abitudine si autoproclamarsi "insegnante di danza popolare" da chiunque voglia, senza alcun controllo delle reali competenze cognitive e didattiche. Nel nostro settore il mercato libero, talvolta selvaggio, detta legge, spesso senza alcuna garanzia per gli utenti.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 7 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2008) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2007) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta per la prima volta nel 1999 a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA

Didascalie foto

Lezione di ballo nella palestra a Penna Sant'Andrea (TE) [1988]. Ballerini tradizionali durante le lezioni di pizzica pizzica e pizzica scherma nei corsi di specializzazione sui balli salentini di Corigliano [2003].

© Taranta

Ballerini tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano ed esecuzione del laccio d'amore a Penna Sant'Andrea (TE) da parte degli allievi dell'edizione del 2000.

© Taranta

Suonatori tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 ed gruppo di estadanzini ad Amatrice (RI) nel 1991. Per ben 11 anni il "mastro" di zampogne di Viggiano, Peppe Belviso, ci ha fatto compagnia.

© Taranta

Ballo nel cortile del castello di Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 e visita a Norcia degli estadanzini di Amatrice nel 1993.

© Taranta

Lezione di tarantella a Montemarano (AV) e foto di gruppo dei partecipanti a Penna S. Andrea (TE) [1999].

© Taranta

Lezioni di tarantella montemaranese al Corso di Formazione UISP Lega Danza di Montemarano (AV) nell'estate 1999.

Dimostrazione del ballo della pizzica pizzica a Corigliano (2003).

© Taranta

Lezione teorica a Buonconvento (SI). Gruppo di canto tradizionale "Li Santandunjre" di Penna Sant'Andrea (TE).

Edizioni 2003 e 2000.

© Taranta

Banchino delle vendite con Sabina, Linda e il piccolo Matteo. Partecipanti in posa davanti al castello di Corigliano, sede delle lezioni.

Edizione 2006

© Taranta

Allieve in pausa durante la spiegazione di coreografie e contestualizzazioni. Pausa mensa nella sala dei salesiani.

Edizione 2006

© Taranta

Lezione di tamburello con Fiore Maggiulli e lezione teorica nella sala multimediale del castello di Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

© Taranta

Foto di gruppo dei partecipanti in Salento nel 2005 e lezioni di canto con Cinzia Villani nell'edizione 2006. © Taranta

Momenti di improvvisazione teatrale nelle pause mensa: lo staf di camerieri di giornata e due famosi specialisti di possessione estatica a Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

© Taranta

Raptus musicale alla lezione di organetto (Massimiliano Felice, Mario De Carlo e Franco Moricone. Gruppo in gita ad un eremo sulla Majella duerante due edizioni di Estadanza a San Valentino in Abruzzo.

Edizioni 2007 e 2005.

© Taranta

TARANTA
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